Origini del popolo sardo

Gli insediamenti umani nell'isola di Sardegna trovano collocazione in tempi ancestrali, pare addietro fino a circa ventimila anni fa, come viene testimoniato da ritrovamenti fossili di un dito di una mano rinvenuto nella grotta denominata "corbeddu" nelle vicinaze della cittadina di Oliena, non lontano da Nuoro.

Anche se non si può dare una risposta definitiva sull'origine dell'Homo Sapiens in Sardegna, tuttavia, a detta dei più autorevoli studiosi in materia, eventuali nuovi ritrovamenti paleoantropologici congiuntamente al progresso tecnico-elaborativo molecolare nel campo antropologico si potrà avere un importante contributo per chiarire quali siano le radici genetiche del popolo sardo.

Allo stato attuale delle conoscenze acquisite, sappiamo che i Sardi appartengono al gruppo degli Europoidi i quali possiedeno un quadro genetico particolare, sicuramente differente dalle altre popolazioni europee e dei Paesi che si affacciano nel mare Mediterraneo, le quali hanno, assieme ai Baschi e ai Lapponi, un'origine tra le più antiche fra le popolazioni umane esistenti.

Dai più recenti studi emerge che esiste una forte omogeneità genetica verificata tra i reperti nuragici in diverse zone della Sardegna. L'analisi del DNA mitocondriale rivela, infatti, che tutti i campioni prelevati risultano caratterizzati da una impressionante somiglianza genetica. Si è determinato, da questo, che la popolazione nuragica sarebbe stata omogenea nel tempo e nello spazio e avrebbe condiviso, oltre alla stessa cultura, anche le stesse basi genico-mitocondriali.

Tuttavia bisogna dire che si trovano evidenti differenze genetiche tra le popolazioni nuragiche e la popolazione odierna, anche se il campione utilizzato per il confronto potrebbe non essere sufficientemente rappresentativo rispetto all'attuale situazione mitocondriale dei Sardi poichè gli elementi di riferimento sono costituiti solo da 69 placente raccolte in alcuni centri ospedalieri isolani.

In secondo luogo, bisogna dire che il campionamento antico potrebbe essere insufficiente a rappresentare l'intera popolazione nuragica in quanto è basato solamente su 23 denti.

Inoltre, i notevoli decrementi demografici, manifestatisi in alcuni periodi storici, potrebbero essere stati determinanti per apportare significative modifiche al corredo mitocondriale attuale. Infine, di recente è stato ipotizzato che l'attuale popolazione sarda abbia inglobato fortemente influssi genetici provenienti da altre popolazioni che durante i secoli avrebbero mischiato i loro geni con quelli delle popolazioni ancestrali.

Infatti, dallo studio del cromosoma Y si è determinato che gli insediamenti umani nel Paleolitico superiore e nel Mesolitico abbia dato un forte contributo alla struttura genetica delle genti sarde attuali per oltre il 60%, mentre il successivo apporto genico apportato dalle popolazioni neolitiche non supererebbe il 36%. Perciò, la gran parte dei geni della popolazione sarda attuale dimostra che discende da gruppi umani immigrati nell'isola tra ventimila e cinquemila anni fa.

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